Dolore: se i farmaci non funzionano

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Dolore: se i farmaci non funzionano

Dolore: se i farmaci non funzionano e la sofferenza continua, la preoccupazione porta la mente verso le peggiori ipotesi. Queste sono spesso animate da informazioni pescate in internet dove i sintomi sono spesso associati a gravi patologie.

Sono sempre più numerosi i casi in cui i farmaci non funzionano, nonostante il male sia spesso dovuto a cause benigne. Queste però non vengono analizzate perché rientrano in una sfera funzionale che è molto lontana dalla logica corrente.

D’altra parte, non considerare il dolore come l’effetto finale di un processo che lo sottende, rende spesso le terapie inefficaci. I farmaci, agendo sui meccanismi di trasmissione e ricezione del dolore, spesso non riescono ad incidere sulle cause che lo generano.

 

Una diagnosi convincente

L’etimologia della parola diagnosi (dal greco διαγνοσισ), indica una conoscenza profonda (gnosi) attraverso (dia) una ricerca. Una diagnosi convincente sul dolore non può prescindere dalla conoscenza del meccanismo che lo produce e lo mantiene attivo.

La diagnosi di lombalgia per un mal di schiena o di gonalgia per un dolore al ginocchio, senza la definizione della causa, perde di significato. Infatti, lombalgia significa algia dei lombi, in altre parole mal di schiena e gonalgia male al ginocchio. In questo caso la diagnosi ricade in una semplice traduzione di un termine con un altro più “tecnico”.

 

Cosa fare?

E’ possibile pensare di evitare l’uso dei farmaci? Il ricorso a un farmaco che possa lenire il dolore è del tutto naturale, ma non risolve il problema. Ci sono disfunzioni che si annidano all’interno dei tessuti e che non vengono corrette dai farmaci.

La rincorsa delle case farmaceutiche nella ricerca di farmaci sempre più efficaci crea la falsa illusione che il problema vero sia proprio il dolore e non la causa che lo produce. Ben poco si dice sul fatto che le molecole che li compongono sono sempre più invasive, con effetti collaterali che non possono essere sottovalutati.

Quindi il farmaco è un sostegno temporaneo, quando non si abbia scelta, alla ricerca della causa. Accontentarsi della scomparsa del dolore senza averne individuato e risolto la causa può essere un grave errore.

Purtroppo dedurre la causa del dolore di origine funzionale dalle immagini radiografiche non è sufficiente. Esse ci danno una visione statica delle strutture e sono indispensabili per valutarne l’integrità, ma nulla ci possono dire sulle loro effettive capacità funzionali.

Quindi una diagnosi fatta solo sulla base delle immagini senza un’indagine diretta sul corpo, con opportuni test di mobilità, visivi e manuali, non è in grado di individuare le cause alla base del dolore di origine funzionale.

Se non avete mai avuto una valutazione di questo tipo e il vostro dolore continua a ripresentarsi, forse è il momento di cercare qualcuno che ve la faccia e, magari, un buon osteopata potrebbe esservi di grande aiuto.

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