Disturbi intestinali: Testimonianza

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albi.reoletti@libero.it <albi.reoletti@libero.it> 18 ago
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“Una palude con l’acqua putrefatta ed un fiume che scorre, dove l’acqua sgorga fresca e libera dai monti. Queste sono le immagini che mi vengono in mente quando penso al mio incontro con il dott. Lancelotti.

Mal di pancia – Testimonianza diretta

 

Tutti penserete a che cosa possono centrare queste immagini, ma per me rappresentano Tutto: rappresentano il prima ed il dopo, rappresentano la fine ed un nuovo inizio.

 

Certo: non nascondo che sorrido quando ripenso a quell’attesa nel suo studio dove, preso da mille paure, continuavo a chiedermi per quale motivo mi trovassi in quello studiolo di un piano interrato, sentendo le urla di una giovane paziente che si trovava in lista prima di me, dove mi chiedevo se ad entrare nel suo studio avrei commesso un errore di cui mi sarei pentito per tutta la vita.

 

Quante cose si sentono oggi su presunti medici che si inventano di essere possessori di una conoscenza preclusa ai più, della quali loro sono gli unici leciti detentori! Quante cose si sentono sulla cattiva sanità…

 

Mi domandavo tutte queste cose e poi una parte di me si diceva che doveva fidarsi e che forse quell’uomo mi avrebbe potuto aiutare, e che poi in fondo non ci avrei perso nulla: stavo male, ero sofferente da così tanto tempo che non mi ricordavo più che cosa significasse stare bene.

 

Chi soffre di disturbi di colon, come nel mio caso, a volte non sa più che pesci pigliare per risolvere quel fastidio/dolore che lo allontana ogni giorno sempre di più dalla normalità e giocoforza si ritrova catapultato in quel circolo vizioso di credere di essere lui stesso l’origine e il responsabile di quella patologia, in questo caso aumentando all’ennesima potenza i dolori e tutti i problemi sociali che ne conseguono.

 

È passata qualche settimana da quel giorno: il mio intestino sta meglio, io vivo meglio e spesso mi capita di pensare al dolore intenso che ho sofferto in quell’ora trascorsa nel suo studio; un dolore che non avevo mai provato prima, un dolore delle viscere, un dolore che ti sale da dentro, che ti percorre dentro, un dolore che parte da un punto e si espande a macchia d’olio infilandosi in cavità ossee di cui non sapevi neanche l’esistenza.

 

Quanto ho sofferto quel giorno! E quante volte, nei momenti di tregua dalla manipolazione, avrei voluto prendere e andarmene maledicendo quell’uomo che ai miei occhi aveva assunto le sembianze del dottor Victor Frankenstein…!

 

Eppure quell’uomo mi ha aiutato, ha aiutato il mio corpo a sbloccarsi grazie all’uso sapiente delle sue mani ed ha aiutato la mia mente a rimpossessarsi di concetti che sembravano andati persi, offuscati dal continuo malessere che questo disturbo provoca.

 

Questa è la mia esperienza, un’esperienza che mi ha ridato la possibilità e la fiducia di poter fare cose che prima di allora mi precludevo: una corsa al parco, una pizza con amici e ogni tanto una piccola trasgressione in compagnia brindando e sorridendo a quel blocco che per anni è stato la mia ombra. Ed ora posso dirlo: cin cin alla mia prima mezza maratona. […]”
Alberto Reoletti

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